Chi siamo

Il 14 gennaio 1968 alla presenza di Autorità Civili e Religiose, con la benedizione del gagliardetto si costituisce ufficialmente il Gruppo Alpini “Presolana”, forte di 25 soci. Capogruppo è nominato all’unanimità il “montagnino” Angelo Tomasoni.

 

Domenica 2 febbraio 1969, la prima manifestazione ufficiale del Gruppo per un commosso omaggio ai Caduti di tutte le guerre, che vede presenti molti Gruppo Alpini della Provincia, con i rispettivi gagliardetti, Autorità Militari, Civili, Religiose.

Dopo la S. Messa e la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti, l’oratore ufficiale Dr. Nardo Caprioli rievoca le tragiche vicende degli Alpini in Russia.
Da quel giorno, è stato un continuo susseguirsi di incontri e manifestazioni, che vedono aumentare sempre di più il numero di Soci. Nel 1973, raccogliendo l’appello del Parroco Don Luigi Arizzi, gli Alpini prendono l’impegno di restaurare la millenaria chiesetta di “San Peder” ridotta in uno stato fatiscente. Per mesi, ogni sabato e domenica gli Alpini si inerpicarono sul roccione dove posa la chiesetta e il 29 giugno 1974 l’inaugurazione venne allietata dal battesimo di 2 figli di Alpini, divenuti loro stessi Alpini.
La lapide posta all’esterno porta inciso : “A.D. 1973-1974 Alpini e comunità restaurarono”.

Il 1975 vede il Gruppo contribuire alla costruzione della Casa di Endine, dove i nostri Soci meritano parole di encomio dai giornali locali e dallo stesso Presidente Sezionale.

Il tremendo terremoto del 1976 in Friuli, vede ancora una volta un folto gruppo di Alpini del Presolana nei cantieri della ricostruzione. Una cospicua somma in denato viene versata al fondo di solidarietà gestito dall’ A.N.A. per i terremotati. Nel 1980, in memoria del Capogruppo da poco scomparso, il “Presolana” raccoglie i fondi per l’acquisto di un’ autoambulanza che viene donata al gruppo di volontari che prenderà il nome di “Corpo Volontari Presolana“, continuando tuttora la sua attività.

Il 15 agosto 1986 il “Presolana” vede realizzato il suo sogno: è l’inaugurazione della sua Sede che gli Alpini chiamano familiarmente “Baracca”, sorta nel parco comunale, voluta e costruita interamente dai Soci.

Il vecchio ponte dei “Mugnai” risalente all’epoca romana, era in condizioni precarie di stabilità. Nel 1983 venne puntellato dai nostri “archeologi”, l’intervento di recupero terminò nel giugno 1994 dopo un anno di lavoro e il “pontasel di Alpini” è tornato al suo antico splendore.

Il gruppo è stato presente nei lavori di ricostruzione dopo l’alluvione in Piemone, nella costruzione dell’asilo di Rossosch in Russia, in Irpinia, nell’adozione di una famiglia bosniaca tramite l’operazione VIC, dando un sostanziale contributo per l’acquisto di una nuova auto lettiga per il C.V.P. e continua tuttora ad elargire cotributi finanziari alle Associazioni di volontariato, per l’acquisto di materiale didattico per gli scolari del Comune portatori di Handicap, facendo proprio il motto della nostra Sezione: “Amare vuol dire donare”. Il 15 agosto 2000 l’amministrazione Comunale ha dedicato il Parco “Agli Alpini” con la motivazione “quale riconoscimento della Comunità ad un Corpo Militare quale quello degli Alpini, che si è distinto in tempo di guerra, ma ancor più in tempo di pace, dando sempre la massima disponibilità alle esigenze dei cittadini”.